08 maggio 2013

Domande senza risposte

Anche noi di "Acri a gonfievele" riproponiamo le domande che gli amici del blog "Pane & rose" (http://paneroseacri.wordpress.com/) hanno posto ai candidati alla carica di sindaco di Acri.

Gli acresi vogliono risposte a queste domande:

1. Chi ha fatto i debiti ad Acri, quali sindaci, quali amministrazioni? 

2. Per farne cosa? 

3. A vantaggio di chi?




ANGELO ALGIERI

02 maggio 2013

Manifestazioni eteree


Da quando ad Acri è nato ed ha iniziato ad operare(?) il gruppo locale del M5S mi sono fatto alcune domande: Chi sono? Cosa hanno fatto e dove sono state finora queste persone? Cosa vogliono fare per la realtà locale in futuro?
Ho provato a chiederlo su facebook ma le loro risposte, dall'alto della loro democraticità e superiorità etica e morale che tanto sbandierano, sono state “vaffanculo”, cretino e coglione più o meno velati.

Provando a chiedere in giro nessuno conosce chi siano queste persone e quale sia stato il loro impegno sul territorio e cosa abbiano mai pensato nella vita prima di ora. Allo stesso tempo nessuno ha visto un impegno del movimento nelle tematiche più stringenti relative al nostro territorio.
Le poche persone che hanno dato qualche risposta erano piuttosto arrabbiate in quanto hanno ricevuto il solito trattamento con gli insulti via etere.
La critica più comune in quest'ultimo caso sosteneva che aver fatto un paio di banchetti in piazza ed un paio di articoli su siti locali non implica un impegno tale da giustificare qualsiasi denigrazione degli altri ne tanto meno a porli come il nuovo e il diverso che avanza.

Alla domanda: “Cosa avete fatto e cosa volete fare per il Paese?” si poteva dare una risposta reale. Peccato che il Movimento non ha colto l'occasione di candidarsi alle elezioni comunali prossime venture. Magari se si fossero candidati oltre a questa domanda avrebbero risposto simultaneamente anche alle altre.

A questo punto dopo qualche loro apparizione e soprattutto dopo i tanti insulti sparsi via internet verso tutti coloro che non si appiattivano verso il “pensiero unico” gli chiedo il perché di queste loro scelte: perché, nonostante la vostra presunta presenza sul territorio, non avete presentato le liste? Per quale motivo e in base a quale principio non siete riusciti a nominare un candidato alla carica di sindaco nonostante ce ne fosse più di uno in lizza? Perché vi siete tirati indietro nonostante ad Acri alle ultime elezioni politiche siete risultati essere il primo partito? Il vostro impegno continuerà (inizierà) sul territorio? E se si, in che modo? Quale sarebbe stato il vostro programma se solo vi foste presentati alle elezioni comunali? Poiché non farete parte della competizione elettorale andrete alle urne a sostenere questi partiti e queste politiche che tanto odiate? In passato avete sostenuto, anche semplicemente recandovi ai seggi, questo sistema politico, partitico ed istituzionale che ora denigrate?

Magari presentatevi di persona a dare risposte in modo tale che chiunque voglia fare ulteriori domande sia libero di farle e chiunque sia stato mandato a fanculo o abbia ricevuto altri insulti possa discutere di persona direttamente con voi senza che abbiate il vantaggio di trincerarvi dietro ai computers.



PS: noi di “Acri a gonfie vele” non siamo “grillini” e invito chiunque ci incontri per strada o scriva nel blog di non additarci come tali o fare commenti e domande in questo senso ma essere piuttosto costruttivi e propositivi. Non abbiamo mai avuto nessun rapporto con essi e non credo che, in futuro, potremmo collaborare politicamente in quanto siamo fortemente antifascisti.

ANGELO ALGIERI

27 aprile 2013

FALLO TU!!!

Ad Acri, spesso, succede che chi esprima un'analisi, un'osservazione o un punto di vista, motivandolo e quindi non gratuito, sull'operato politico-amministrativo riceva come risposta, dai politici, "allora fai tu il sindaco o l'assessore". Non sarebbe male seguire questa indicazione e abolire la delega e la rappresentanza e far governare tutti i cittadini in forma assembleare o simile. Non si è mai sentito, credo, che uno scrittore abbia detto "allora scrivilo tu!" ad un suo lettore non felice del libro letto che ha pure comprato e motivato la sua critica con buoni argomenti. Penso ci sia dietro una sorta di arroganza e presunzione di intoccabilità, oltre ad una forma di delegittimazione del dissenso, della critica e della dialettica. O, semplicemente, esprimere il dissenso significa volere delle spiegazioni dai politici, spiegazioni che non vogliono dare. Sono celeri ad affiggere manifesti auto-celebrativi e mai uno, per esempio, che spieghi ai cittadini perché per diversi giorni le strade sono state invase dalla spazzatura.

ANGELO SPOSATO

23 aprile 2013

APPELLAZIONE!!!

Voglio fare un appello, che, sicuramente, condivideranno molti miei concittadini, alle forze politiche e politicose della mia città. In vista del completamento e dell'ufficializzazione delle liste elettorali per le prossime elezioni comunali, chiedo se sia possibile, in anticipo, dare posti di lavoro, incarichi tecnici e filosofici, terreni edificabili, concessioni edilizie, di transito, passi carrabili, divieti di sosta, accessi autorizzati, lampioni, abbonamenti per qualsiasi cosa, che sia Sky o la rivista Caccia e Pesca, biglietti omaggio, posti in televisione anche come pubblico, e tutto l'impossibile che sia richiesto, anche una fermata della metro sotto casa, affinché nelle liste vengano elette, solo ed esclusivamente, persone che all'interno del consiglio comunale e della giunta discutano e risolvano i problemi della nostra città. P.S. Se qualcuno mi deve venire a chiedere il voto voglio ricordare che a casa mia il lampione c'è ed è funzionante!!! Grazie e c'u bomminiellu n' aiutassi!!!!!

ANGELO SPOSATO

21 aprile 2013

Derive e derivazioni.


La volontà dei partiti in Italia, almeno i maggiori partiti che in questi giorni hanno mostrato tutto lo squallore di cui sono capaci, è di modificare sostanzialmente l'art. 1 della Costituzione italiana per cui da una Repubblica democratica si passerebbe ad una Repubblica Presidenziale.
Anche se a molti ciò potrebbe sembrare una cosa di poco conto o magari troverebbe molti consensi, io sono profondamente contrario a questa riforma istituzionale.
Il perché è molto semplice.

La riforma presidenziale comporterebbe un aumento dei poteri in mano al Presidente della Repubblica, il quale attualmente è già possessore dei poteri di:
  • sciogliere le Camere salvo che negli ultimi sei mesi di mandato (art. 88 Cost.)
  • nominare alcuni funzionari statali di alto grado (art. 87 Cost.)
  • presiedere il Consiglio Supremo di Difesa e detenere il comando delle forze armate, benché in qualità di ruolo di garanzia (art. 87 Cost.)
  • decretare lo scioglimento di consigli regionali e la rimozione di presidenti di regione (art. 126 Cost.)
  • presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura (art. 104 Cost.)
  • nominare un terzo dei componenti della Corte Costituzionale (art. 135 Cost.)

le quali, insieme a tutte le altre funzioni che la Costituzione gli attribuisce, sono parte integrante della divisione dei poteri alla base di ogni società democratica e della Repubblica stessa.
L'implementazione dei poteri in mano ad un solo uomo provocherebbe uno sbilanciamento dei poteri dello Stato per cui il principio base che contraddistingue una Repubblica da una altra forma di Stato verrebbe meno.

Questa eventuale soluzione riformista provocherebbe molteplici problemi democratici.
Personalmente quello che mi preme maggiormente è la possibile deriva populista se non proprio in regime.
Purtroppo l'Italia è un Paese viscerale, inneggia e si prostra al primo demente che dice quattro cazzate e di questi esempi ne siamo pieni: Mussolini, Badoglio, l'intera DC, Berlusconi ed ora Grillo.

Immaginate il nostro Paese, dopo la riforma presidenziale, con Berlusconi Presidente della Repubblica e un altro cretino del suo partito Presidente del Consiglio. Il “piano di rinascita culturale” piduista è compiuto. Ma forse è proprio questo a cui i grandi partiti aspirano. Non dimentichiamoci, ad esempio, che Berlusca aveva la tessera P2 e ultimamente è stato coinvolto nella varie vicende P3 e P4 e chissà quante altre nefandezze ha compiuto e sta compiendo tuttora.

D'altra parte c'è il PD, sicuramente più spudorato degli altri essendo il loro nome acronimo di Pi Due. Persone con la faccia come il culo: dagli ex DC le cui gesta sono famose in tutta la penisola, agli ex PCI poi PDS poi DS che hanno completamente rinnegato il loro passato, i loro ideali, le loro battaglie e soprattutto la loro base elettorale qualunque essa sia.
Persone che si definiscono di centro sinistra solo perché la parte dell'emiciclo parlamentare che dovrebbero occupare è già presidio di Berlusconi.
Immaginate un Presidente della Repubblica ed un Presidente del Consiglio provenienti dalle loro fila. Due mediocri incapaci messi in quella posizione per fare gli affari propri e dei loro amici speculatori, costruttori, banchieri e cooperative varie che di cooperazione non si occupano affatto.

Pensate al primo fascistello che va in piazza ad urlare “vaffanculo” e riceve una marea di voti senza avere niente di serio in mano se non qualche escamotage nei momenti giusti. Pensate a loro nei ruoli chiave dello Stato.

Pensate, sostanzialmente, che attualmente una riforma presidenziale della nostra Repubblica darebbe tutti i poteri alla peggiore Italia.
Pensate ma agite.
Basta votare il meno peggio o nel caso delle comunali il parente, l'amico o chiunque possa farci il “piacere”. Con i tanti problemi che attanagliano l'Italia ed Acri abbiamo bisogno di alzare la testa, rimboccarci le maniche e andare avanti. Dobbiamo fare in modo che la meglio società venga fuori, che sia supportata dalla gente perbene, che ridia una dignità a tutti, che faccia gli interessi della popolazione e non dei gruppi di pressione che li sostengono.
Abbiamo bisogno di una rinascita sociale, politica e culturale che al momento la nostra classe politica (anche a livello comunale), la nostra classe dirigente tutta, la nostra classe imprenditoriale, la classe culturale e l'intellighenzia non possono offrirci se non, questi ultimi, in minima parte.

Basta gente. Svegliamoci.
Smettiamola di protestare e lamentarci della nostra precaria situazione. Siamo noi stessi gli artefici dalla nostra realtà e del nostro futuro. Infatti l'art. 1 della Costituzione italiana al secondo comma recita:
La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Quando vi troverete nelle urne ricordate a chi appartiene la sovranità e chi inviate a rappresentarvi.
Non accontentatevi del “meno peggio”, esigete il meglio.

ANGELO ALGIERI

17 aprile 2013

Cemento e sottosviluppo


Credo che nelle nostre famiglie ci sia stato qualcuno che ha costruito case, palazzi, condomini e reggie in modo tale che i discendenti, tutti i discendenti per almeno 6/7 generazioni, vivessero nei pressi di un unico fulcro abitativo. Questa espansione edilizia contiene in sé dei pro e dei contro. Da un lato gli abusi di costruzioni in zone geologicamente poco indicate (acquitrini, zone fluviali, burroni e zone soggette a smottamenti) e la costruzione senza nessun vincolo architettonico o semplicemente di puro decoro hanno creato delle strutture o degli interi quartieri non propriamente “belli”.
Dall'altra parte il cemento “privato” è stato uno dei pochi motori dell'economia acrese.

A ciò va aggiunto il cemento “pubblico”. Ad esempio penso all'anfiteatro comunale (che tra l'altro non ha la forma di ANFI-teatro ma semplicemente di teatro) la cui carcassa di cemento è rimasta incompleta fino agli anni 2000; il centro storico, il cui abbellimento è consistito in enormi mura di sostegno in cemento ad enormi spianate di cemento (mi rimane sempre impressa la scritta su un muro del quartiere in cui si urla: “BASTA CEMENTO”); la copertura del fiume con cemento o, per passare ad opere più recenti, il nuovo teatro comunale interamente di cemento e la caserma dei carabinieri, le quali oltre ad essere rimaste incomplete e lasciate all'incuria del tempo e delle stagioni hanno anche la colpa, a mio avviso, di non prevedere principi di bio-edilizia o tecniche di costruzione incentrati sull'efficienza e di conseguenza risparmio energetico. Opere con queste caratteristiche purtroppo se ne possono trovare moltissime altre.

Purtroppo questa “America” è finita!
Lo Stato in piena bancarotta ha chiuso i cordoni della borsa per cui le opere pubbliche iniziate spesso senza copertura finanziaria restano ferme ed incomplete.
Le famiglie private, anch'esse in serie difficoltà finanziarie, non costruiscono più e molte persone, soprattutto giovani, emigrano o sono già emigrate in massa stabilendosi nei luoghi di destinazione per cui l'appartamento che gli è stato costruito ad Acri verrà utilizzato solo nei periodi di vacanza e sarà lasciato chiuso negli altri periodi oppure si cercherà di venderlo (spesso senza riuscirci visto i prezzi di vendita e di affitto che sembrano più consoni ad una città come Firenze piuttosto che ad un borgo di periferia qual è Acri) o non verranno mai completati.

Quindi, finito il periodo d'oro del cemento, l'economia si è completamente bloccata. Con il blocco della “manipuda” c'è il blocco di tutto il resto. La spiegazione è piuttosto semplice: chi deve costruire si affida ad un'impresa di Acri, la quale fa lavorare gente di Acri che a sua volta, con lo stipendio che ha guadagnato, spende i soldi nei negozi di Acri per cui l'economia “gira” (ci sarebbero da fare ulteriori analisi economiche su questo punto ma preferisco ometterle in questa sede).
Mi chiedo: può un paese come Acri dipendere quasi esclusivamente dal cemento? La risposta è sicuramente NO; ma dati alla mano devo ammettere di SI.
Come avete potuto capire non sono un amante del cemento o meglio non sono un amante del cemento scriteriato e convulso ma in base alla breve analisi fatta non posso nemmeno dire che ogni sorta di cemento futuro debba essere debellato come un virus terminale.
Ho solo un'altra visione del cemento rispetto a chi ci ha governato finora e sicuramente a chi ci governerà in un futuro più o meno prossimo. Mentre la classe politica vede il consumo del suolo a favore del calcestruzzo come unico volano di economia e ricchezza della nostra realtà, io vedo il consumo del suolo come un enorme mancanza di rispetto nei confronti di noi stessi e delle future generazioni.

Allora come si potrebbe coniugare il cemento con lo sviluppo?
Innanzitutto bisognerebbe approntare finalmente un piano di sviluppo urbano (cosiddetto “Piano regolatore”) che ad Acri manca da tempo immemore. Questo piano regolatore dovrebbe essere basato sulla teoria della “cubitazione zero” ovvero senza nuove costruzioni in terreni liberi. In primo luogo perché, per i motivi sopra esposti, ad Acri esiste un altissimo numero di abitazioni chiuse, sfitte o in vendita a dimostrazione che non vi è bisogno di fare nuove costruzioni per bisogni abitativi in quanto essi sono pienamente soddisfatti.... anzi!!!! Le nuove costruzioni in base al “Piano regolatore a cubitazione zero” dovrebbero essere costruite nei luoghi e nei quartieri dove già esistono edifici disabitati e dunque in degrado per cui o si ripristinano gli stessi o si abbattono gli edifici maggiormente fatiscenti per costruire nello stesso luogo.

Un'altra forma per rilanciare il cemento può e deve essere l'adattamento di tutti gli edifici esistenti ma costruiti in tempi più o meno remoti in base alle direttive delle più recenti leggi antisismiche essendo Acri un territorio a forte intensità e probabilità sismica.
Inoltre si potrebbero adattare le strutture interne degli edifici ai principi del risparmio energetico con semplici accorgimenti come: lo spostare i termosifoni all'interno delle stanze sulla parete più lontana dalle finestre in modo tale da evitare dispersione di calore; mettere i doppi infissi alle finestre; isolare termicamente le nostre case con materiali comunemente disponibili sul mercato; reimpostare il sistema idrico in modo che si possa riciclare l'acqua (ad es. l'acqua con cui ci siamo lavati le mani potrebbe essere utilizzata per lo sciacquone); o passare ad altri sistemi di sostentamento energetico quali l'istallazione di pannelli solari o alla “geotermia a bassa intensità”, la quale consiste nel fare uno o più buchi nel terreno che variano da 80 a 150 metri al di sotto o nelle vicinanze della costruzione e immettere dell'aria esterna in essi la quale si riscalda in profondità ed arriva nelle nostre case ad una temperatura media che può variare da 15 a 20 gradi sia in estate che in inverno con notevoli risparmi per la refrigerazione e per il riscaldamento delle stesse. (Per quanto riguarda questo punto la Comunità Europea ha indetto un bando, scaduto qualche mese fa, per questa tecnica/tecnologia a cui potevano accedere solo i Comuni per le strutture pubbliche. È inutile dire che in Italia hanno aderito pochissime realtà ed esclusivamente al nord con capofila il Trentino. Ma quelli hanno una mentalità diversa dalla nostra.... quelli sono tedeschi!)

ANGELO ALGIERI